Vai al contenuto

USA on the road – Tra canyon, parchi e metropoli

Abbiamo fatto il nostro primo viaggio oltreoceano, sperimentando un itinerario meraviglioso che ci promettiamo di riproporvi come viaggio fotografico on the road, e che mette insieme grattacieli, metropoli, deserti, parchi nazionali e bellezze della natura.

Giorno 1: Direzione Los Angeles, passando da Parigi

Per il nostro primo viaggio alla scoperta degli Stati Uniti ci siamo dato un budget a persona intorno ai 1000 euro, per 8 giorni di viaggio: sembrava un’impresa impossibile, ma ce l’abbiamo fatta!

La prima cosa da fare per contenere i costi, era costruire un itinerario che ci facesse risparmiare sui voli e rendesse il viaggio ancora più movimentato: e così abbiamo deciso di fare uno scalo all’andata, ed uno al ritorno.

Come prima tappa, partendo da Firenze, abbiamo scelto Parigi: e non è stato un semplice scalo, visto che abbiamo cambiato aeroporto e questo ci ha dato modo di fare un bel giretto in centro, in pieno periodo delle Olimpiadi! Una passeggiata a Notre Dame, una visita veloce alla Tour Eiffel, un pranzetto veloce in centro. E se vi state chiedendo come abbiamo fatto per i bagagli… beh, è stato facile, perchè i nostri bagagli erano semplicemente uno zainetto a persona, delle dimensioni 40x30x15 da low cost estrema.

Poi, nel pomeriggio, ci imbarchiamo per il nostro volo intercontinentale: un volo da undici ore e mezzo, che però in genere arriva un po’ prima, e così proviamo l’ebbrezza di mettere piede sul suolo americano ancora prima del tramonto. Con il fuso orario, infatti, la nostra giornata non è di 24 ore, ma di 33!

Ci vuole un po’ per passare i controlli doganali e prendere la nostra macchina a noleggio, ma alla fine eccoci nel nostro primo hotel americano, in posizione vicina all’aeroporto. Sappiamo che le ore di sonno in questo viaggio saranno poche, quindi dobbiamo cercare di sfruttarle tutte!

Giorno 2 – Las Vegas, la città delle luci

Una colazione in perfetto stile americano ci aspetta: waffle, salsicce e uova strapazzate, e banane. Sarà la colazione che ritroveremo uguale identica in tutti i successivi alloggi. Sicuramente ti da la carica, anche se il caffè all’americana è un’altra cosa da quello che conosciamo.

Ci prendiamo un’oretta per andare ad incontrare l’Oceano Pacifico, dalle parti di Redondo Beach: il cielo è nuvoloso, ma i gabbiani ed i surfisti che già iniziano a popolare la spiaggia ci fanno entrare subito nel clima americano dei film. Il tempo di fare alcune foto accanto al pontile e alle torrette dei guardiacoste, e poi partiamo per la nostra prima luna tratta: quattro ore abbondanti di un’immensa autostrada che scolpisce un paesaggio sempre più brullo, mentre passiamo dalla California al Nevada, finchè, dopo enormi centrali solari, la sagoma e lo skyline di Las Vegas compaiono sullo sfondo.

Ma abbiamo già fatto una tappa nel nostro percorso: è Calico Ghost Town, un vecchio villaggio minerario, dalle caratteristiche tipiche del West, successivamente spopolato e adesso attrazione turistica.

Prima di sistemarci nel nostro albergo, che per ragioni di risparmio economiche e logistiche è nei pressi di Henderson, leggermente defilato rispetto al centro, facciamo una tappa al Red Rock Canyon: il primo parco che visitiamo. Le sue rocce rosse si colorano nonostante il sole al tramonto, e non ci immergiamo in degli itinerari a piedi solo perchè è ormai tardi. Ci siamo promessi di svegliarci sempre prima dell’alba ed andare a letto dopo il tramonto, per sfruttare al meglio le nostre giornate in un itinerario che si preannuncia furioso, ma per stasera sappiamo che faremo un’eccezione: ci godiamo infatti Las Vegas by night, con tutte le sue luci, i suoi colori, i suoi eccessi ed i suoi casinò. E, va detto, anche i suoi drogati di fentanyl, che si presentano come veri e propri zombie (una piaga che abbiamo visto soprattutto, ma non solo, nelle città, come Los Angeles e Las Vegas). Certo, Las Vegas è spesso criticata, perchè giudicata finta: si tratta di un grande parco divertimenti per adulti (con dipendenze da gioco), ma è comunque un bello spettacolo!

Giorno 3 – Immersi nei parchi nazionali

L’aria condizionata a palla ci ghiaccia per colazione, mentre fuori la temperatura arriva a 46 gradi e per strada ci sono pneumatici fusi e scoppiati dappertutto. Questi luoghi sono sempre caldi, ma i cambiamenti climatici stanno facendo registrare anche qui sempre più record. Ne sa qualcosa il termometro più alto del mondo, visibile in zona dall’autostrada.

Facciamo un altro giretto in centro a Las Vegas, poi riprendiamo l’autostrada e ci dirigiamo verso un’area sempre più selvaggia e desertica: la nostro prima tappa del giorno è Peggy Sue, un diner storico, stile anni ’50, tra i più classici e conosciuti degli Stati Uniti, dove ci facciamo un lauto pranzo.

Poi, eccoci al primo parco nazionale che davvero ci sorprende: la Valley of Fire, con le sue rocce ed i suoi colori. Inziamo a vedere come qua gli agenti atmosferici abbiano scolpito il paesaggio nei secoli, plasmando forme e colori bellissimi.

E da qui il nostro viaggio si spinge ancora più verso gli stati interni: entriamo in Arizona, che ci accoglie con i suoi massi imponenti, levigati da antichi fiumi, e poi iniziamo attraversiamo anche lo Utah, dove facciamo un’escursione alle Sand Caves. Questa, per il momento, è la sorpresa più bella, perchè queste grotte sono veramente sceniche, e soprattutto quando ci arriviamo, al tramonto, non c’è nessun altro.

Il nostro viaggio, che è uno dei più lunghi, prosegue, con una tappa fotografica sotto l’immenso e bellissimo cielo stellato del deserto dell’Arizona, dove non c’è inquinamento luminoso e la Via Lattea fa tutto il suo arco, fino ad arrivare a Page, una città in uno snodo logistico per molte attrazioni. Qui ci riposiamo per la notte.

Giorno 4 – Horseshoe Band, Antelope Canyon e Monumento Valley

I dintorni di Page ci regalano fin da subito scenari stupendi. Appena la luce del sole illumina le lontane catene montuose che individuano il Grand Canyon, noi siamo già attivi: arriviamo all’Horseshoe Band di prima mattina, e ci godiamo un paesaggio rilassante ed esaltantr allo stesso tempo. I corsi d’acqua sono tutti collegati al Lake Powell, la più importante fonte d’acqua dolce in questa zona, che si estende per chilometri.

Abbiamo un tour guidato prenotato per quella che sarà forse l’attrazione più attesa del viaggio, l’Antelope Canyon, ma prima ci concediamo una sosta in una grotta con dune sabbiose che è veramente scenica, e soprattutto nascosta, sfuggendo ai maggiori flussi di turisti. Eppure, si trova appena dietro un distributore di benzina, vicino al centro città.

Poi, eccoci all’Antelope Canyon: la nostra guida indiana, Navajo, ci immerge in un sogno di luci, forme e colori. Nonostante si tratto di uno dei luoghi più instagrammati del mondo, esserci davvero è un’altra cosa, ci sorprende e ci lascia ammaliati. Una bellezza della natura difficilmente descrivibile a parole.

Ma la nostra giornata non finisce qui: o avete capito che siamo dei pazzi furiosi, ormai? Riprendiamo infatti la macchina, e dopo un paio d’ore arriviamo all’altro luogo maestoso del nostro viaggio: la Monument Valley. Questa giornata è sicuramente la più intensa, e ci propone una meraviglia dopo l’altra. Anche qui ci troviamo catapultati in un altro mondo, in scenari e paesaggi visti solo in televisione, tra montagne rocciose, prateria verdi, fino al Forrest Gump point, il famoso rettilineo di ingresso alla Monument Valley, a cui arriviamo con le luci del tramonto.

Poi arriviamo finalmente al nostro alloggio a Bluff, dalle forme tipicissime di un ranch/baita, e dove abbiamo le forze di concerci un bagno tra piscina e idromassaggio.

Giorno 5 – Lo Zion National Park

Un’altra alba ci aspetta: sappiamo che adesso comincerà il viaggio di ritorno, perchè ci siamo spinti fino al punto più estremo del nostro itinerario, ma abbiamo ancora tantissime attrazioni da ammirare. Quella che ci propone questa giornata è il Parco Nazionale dello Zion, nei pressi di Hurricane, dove alloggeremo. Si tratta di un parco diverso da quelli brulli e rocciosi a cui siamo abituati: quindi un trail da fare a piedi ci porta in cima ad una spettacolare vallata verde che si apre sotto di noi, e quando scendiamo, fino sulle rive di un fiumiciattolo, alcuni caprioli ed altri animali vengono a farci visita. Un piccolo paese, molto tipico, sorge appena accanto al parco nazionale: qui ci concediamo l’unica cena veramente iper-costosa del nostro viaggio, viste anche le mance colossali ed obbligatorie richieste. Ma per quello che mangiamo, per una sera ne è valsa davvero la pena!

Giorno 6 – Viaggio di ritorno e Universal Studios

Da Hurricane a Los Angeles il viaggio è lunghissimo, ma le tempistiche che ci siamo dati impongono di farlo.

Oggi infatti visiteremo gli Universal Studios di Hollywood, ed avendo un biglietto che, se convalidato in giornata, ci permette di entrare gratuitamente la mattinata successiva, dobbiamo assolutamente raggiungere l’obiettivo. Ce la facciamo, ed una volta entrati ci aspetta un mondo che diventa molto più una fiaba, tra set e scenari di film perfettamente ricreati, attrazioni classiche e di realtà aumentata che ci stupiscono e ci emozionano, dal mondo di Harry Potter, ai Simpson, a Jurassic Park, Super Mario Bros e tanto altro.

Per la sera abbiamo un appartamento ad Hollywood, proprio sopra la Walk of Fame, dedicata a tutti i più grandi attori ed artisti. La visuale dalle nostre finestre è bellissima, poi ci infiliamo a letto, sapendo che per le successive due notti dormiremo sui sedili degli aerei.

Giorno 7 – Salutiamo Los Angeles

Ultima mattina sulla costa occidentale: torniamo agli Studios, e completiamo il nostro percorso. Poi, tra le colline di Beverly Hills, una foto alla famosa scritta Hollywood, e poi via verso Santa Monica, una delle spiagge più famose della California. Qui, tra palme e pontili, raggiungiamo la fine della famigerata Route 66, ammiriamo l’oceano e la spiaggia grandissima, e poi riprendiamo la macchina, direzione aeroporto, dove un volo notturno ci aspetta per portarci in quello che sarà il nostro lungo e attesissimo scalo per il ritorno.

Giorno 8 – New York

Ci imbarchiamo poco dopo la mezzanotte e, considerando il fuso, sbarchiamo a New York alle sette di mattina. La stanchezza è tantissima, ma più treni e metro ci avvicinano al centro, più l’emozione e l’eccitazione risalgono.

E quando dalle scale mobili della metro emergiamo in pieno centro a Manhattan, e vediamo gli altissimi grattacieli che ci circondano ovunque, impazziamo di felicità.

Vi diranno che non è possibile viaggiare così, che New York ed altre città, posti e capitali non possono essere viste in un giorno. Non li state a sentire: la Grande Mela ci regala concetrati di emozioni un passo dopo l’altro.

Iniziamo da Times Square, con schermi e immagini che ci circondano ovunque, poi andiamo a Ground Zero, ed al museo emozionante sull’11 Settembre, da lì fino a Central Park: spesso piove forte, ci zuppiamo tutti, ma rimaniamo fiduciosi nonostante le previsioni meteo. E quando saliamo al 93esimo piano del Summit, uno dei grattacieli più alti di New York, il sole sbuca dietro le nuvole, esattamente al tramonto, illuminando uno skyline unico al mondo, da cui vediamo tutto la città dall’alto.

Stiamo talmente bene e siamo talmente felici che beviamo un drink fortissimo, siamo alticci e rischiamo di trovare chiuso il deposito dei nostri zaini, e di conseguenza di perdere l’aereo, ma continuiamo a ridere spensierati, nella metro, per strada, nella navetta per l’aeroporto.

Cerchiamo di far rientrare tutti i nostri vestiti ed i nostri gadget negli zainetti, e riusciamo ancora una volta a superare i controlli in aeroporto. Sarà un altro volo notturno, ma quando scendiamo a Roma, in Italia sono già le due del pomeriggio passate, ed uno sciopero dei trini ci aspetta.

Ma siamo davvero, davvero, davvero, un sacco felici del viaggio meraviglioso che abbiamo fatto!

****

Qui sotto trovate uno slideshow con cui, in modo cronologico, cerchiamo di farvi vivere il nostro viaggio!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *